La trasformazione è iniziata nel momento stesso in cui sono arrivato. Non c'erano lunghe file per i biglietti né megafoni per le guide turistiche. Un anziano signore, che si sventolava con un ventaglio di foglie di palma, sedeva sulla soglia di una casa da tè. Vedendomi con il telefono in mano, ha attaccato bottone con me nel suo mandarino leggermente aspro: "Maestro, si senta libero di girare, non si perda". Questo calore involontario ha immediatamente dissipato ogni senso di estraneità. Alla bancarella dei "Noodles con intestino grasso di Zhang Ji", la proprietaria, sentendo che venivo da Shanghai, ha deliberatamente lesinato sul peperoncino, dicendo con un sorriso: "Assaggiate prima, aggiungetene altro se ne avete bisogno". Un signore che aspettava un guokui (una specie di pane piatto) lì vicino ha commentato con nonchalance: "Esatto, perché avere fretta qui? Guardate quell'acqua, scorre più lentamente di quella di tutti gli altri". Una battuta ha svelato il segreto di questo luogo: qui tutto, compreso il tempo, era impostato su un ritmo rilassato. Chiedere indicazioni si traduceva in una "navigazione" completa di ricordi personali; La coda si è svolta senza intoppi, come se tutti aderissero a un tacito accordo: "Niente litigi qui". Questa gentilezza diffusa, calorosa e informale è una qualità unica che nessun altro paesaggio può replicare.
Un viaggio spaziale: un'immersione in un equivoco di "Jiangnan nel Sichuan"
Lo scenario della città sull'acqua di Longtan è un bellissimo "equivoco spaziale". A prima vista, piccoli ponti sull'acqua, muri bianchi e tegole nere, barche coperte che scivolano sull'acqua verde come seta, bandiere del tè che sventolano nella brezza: sembra quasi Jiangnan. Ma a un'osservazione più attenta, le rozze sculture sui ponti coperti raccontano storie del Sichuan occidentale; i suoni che provengono dalle case da tè sono il tintinnio nitido dei coperchi delle tazze e le risate fragorose dei narratori, non il dolce dialetto Wu.
Ho noleggiato una barca coperta e la barcaiola era una loquace signora anziana. Con il dolce fruscio dei remi, non ebbe bisogno di recitare il copione della guida, le bastò indicare con nonchalance: "Al mattino, quando la nebbia la avvolge, sembra un dipinto a inchiostro. Di notte, quando le lanterne sono accese, ha un'atmosfera completamente diversa". Giunta all'arco del ponte, rallentò deliberatamente: "L'eco qui è meravigliosa; provate a gridare". Un lieve grido risuonò tra l'acqua e le pietre, etereo e limpido. Non si tratta solo di visitare un luogo d'interesse; si tratta di immergersi in un dinamico dipinto sonoro di "Jiangnan nel Sichuan".
Dopo essere sbarcati e aver vagato per i vicoli, un'ampia piazza rivela una cultura viva. In un laboratorio di patrimonio culturale immateriale, un anziano artigiano usa dello sciroppo caldo come inchiostro per "dipingere" all'istante una fenice con le ali spiegate su una lastra di pietra, riempiendo l'aria di un dolce aroma. Accanto, tessuti tinti a mano di blu e bianco risplendono in modo unico come crepe nel ghiaccio sotto la luce del sole. Qui, il "paesaggio" è fatto per essere ascoltato (il suono dei remi, le risate), annusato (l'aroma del tè, dello zucchero) e toccato (provandolo di persona). Si fonde la forma del Jiangnan con l'anima del Sichuan occidentale, creando uno "stile ibrido" languido e poetico che risulta perfettamente armonioso.