Dalla piattaforma panoramica del Grand Canyon dello Yarlung Tsangpo, il fiume si riversa a valle come un drago dorato, mentre in alto, la vetta del Namcha Barwa, alta 7782 metri, appare e scompare tra le nuvole. Quando la "Cima della Timida Fanciulla" fa capolino di tanto in tanto da dietro il suo velo, rivelando la sua aguzza cima innevata, i sussulti della folla e gli scatti delle macchine fotografiche vengono immediatamente sovrastati dal fragore del fiume: in quell'istante, la magnificenza del cielo e della terra colpisce l'anima.
Il dislivello verticale del canyon, di oltre 6000 metri, crea un paesaggio fantastico che spazia dalla foresta pluviale subtropicale alle cime innevate: villaggi in fiore con i peschi in fiore ai vostri piedi, la nebbia che sale dai pendii e vette ghiacciate che trafiggono il cielo come lance celestiali. Purtroppo, quest'area panoramica mostra solo una parte del Grand Canyon; il vero segreto si cela nelle profondità della zona disabitata di Medog. Durante il viaggio di ritorno, guardando indietro, il fiume scava un'enorme ansa a ferro di cavallo tra le montagne, e il sole al tramonto dora le cime innevate. Solo allora ci si rende conto che la fama di questo "canyon più profondo del mondo" va misurata in definitiva con i passi compiuti e che bisogna attendere pazientemente per poterla apprezzare appieno.