In piedi sui ciottoli di Piazza del Bolívar, il mio sguardo fu immediatamente attratto dalla cupola di bronzo della cattedrale. Il sole pomeridiano inondava gli edifici in stile coloniale di un bagliore color miele, e il profumo delle tortillas si diffondeva dai carretti. Improvvisamente, un piccione svolazzò e si posò sulla spalla della statua di Simón Bolívar, il liberatore, spada in mano, che osservava la vivace strada moderna. La gente sedeva sulle panchine sgranocchiando manghi freschi con salsa piccante, osservava anziani con mantelli tradizionali dare da mangiare ai passeri all'ombra degli alberi e bambini in uniforme scolastica che si rincorrevano con i palloncini. Il suono secco del cambio degli stivali della guardia spaventò i piccioni; in quell'istante, secoli di storia sembrarono congelarsi nel vento della piazza.