Prima ero sempre alla ricerca delle tendenze del momento e mi buttavo tra la folla, ma questa volta, seguendo la gente del posto nei vecchi vicoli, ho finalmente capito la vera gioia del viaggio: è tutta nascosta nelle piccole cose della vita quotidiana. L'aria era pervasa dall'aroma dell'olio che bolliva nelle bancarelle della colazione; i bastoncini di pasta fritta appena fatti erano croccanti e friabili al morso; il latte di soia appena macinato, caldo e dolce, era sul fornello a carbone. La signora, sentendo che eravamo ospiti da lontano, sorrise e aggiunse un cucchiaio di soia in più alle nostre ciotole. La porta di legno della vecchia sartoria era socchiusa; il sarto, con gli occhiali da lettura, stava cucendo. Dalla radio si diffondevano melodie di vecchie opere; la luce del sole filtrava attraverso le finestre di legno, persino i granelli di polvere sembravano depositarsi lentamente. Non c'era bisogno di affrettarsi per trovare un buon posto, non c'era bisogno di correre; passeggiare così per un giorno era molto più rilassante che stiparsi in dieci attrazioni turistiche.